Archivio

Archivio per la categoria ‘comunicato’

Comunicato fine sciopero della fame di Anna, Silvia, Nat – “Un coup de dés”

12 Luglio 2019 Commenti chiusi

Fonte

Che la vita sia una partita a dadi contro il destino lo scrisse un poeta, che agli anarchici piaccia giocare lo sappiamo. Una prima partita l’abbiamo conclusa. Un mese per tastare il terreno ed annusare i confini della gabbia, un mese di sciopero della fame per far capire che siamo materiale difficile da inscatolare.

Al trentesimo giorno sospendiamo con il proposito di tornare con maggior forza. Un primo bilancio positivo è nella solidarietà viva, spontanea, immediata dentro e fuori le carceri, che ha sollevato chiaro e forte il problema.

Da dentro: un mese in sciopero anche Marco e Alfredo in AS2 ad Alessandria e Ferrara, a cui si è aggiunta Natascia al suo arrivo a Rebibbia e con cui abbiamo proseguito una volta arrivata qui, poi altri compagni, Stecco, Ghespe, Giovanni, Madda, Paska e Leo.

Da vicino: abbiamo sentito le battiture dal 41bis femminile e maschile aquilani, musica che rompe il silenzio di questa fortezza montana e a cui abbiamo risposto e continueremo a rispondere finché dureranno, solidali con quante e quanti subiscono da anni sulla propria pelle questo regime infame.

Da fuori: azioni dirette, incursioni informative, azioni di disturbo in giro per l’Italia e nel mondo hanno fatto da megafono a qualcosa che non è un gioco: differenziazione carceraria, circuiti punitivi, affinamento delle strategie repressive, in chiave anti-anarchica e non solo. Non è nulla che non conoscessimo e manteniamo la consapevolezza che dentro come fuori le scintille pronte a propagarsi sono ovunque, questo ci dà forza e determinazione.

È solo un inizio che speriamo sia stato un’iniezione di fiducia nelle potenzialità e nella forza che portiamo, dentro e fuori, con noi.

L’Aquila, 28 Giugno 2019
Silvia, Natascia, Anna

Operazione antiterrorista a Madrid

19 Maggio 2019 Commenti chiusi

Tradotto da Contramadriz

Nelle prime ore del 13 maggio, irrompevano nelle nostre case e nello spazio anarchico La Emboscada, tre settimane dopo la sua inaugurazione, un’unità anti-sommossa insieme al gruppo 21 della Brigata Provinciale d’Informazione di Madrid, dedicata esclusivamente allo spionaggio e alla caccia contro gli/le anarchicx.

Ci hanno informato che venivano con un mandato di perquisizione e arresto per due di noi sotto l’accusa di terrorismo.
Durante la
perquisizione, durata circa 6 ore, compagnx di tutta Madrid sono venuti a mostrare il loro sostegno.

Nel frattempo, la polizia sembrava particolarmente interessata a prendere vestiti: cappotti colorati e neri, sciarpe di colori specifici, foulard, fazzoletti a fiori, calzature specifiche; erano anche interessati ad agende, calendari, alcuni taccuini e appunti, note tra le pagine dei libri, computer, hard disk, schede di memoria, usb, cellulari, macchine fotografiche e video, CD e DVD, strumenti di costruzione e, in particolare, martelli; così come adesivi, toppe e magliette del marchio M.A.L.P (Merda A La Polizia); manifesti e propaganda in relazione al controvertice del G20 2017. Prosegui la lettura…

In solidarietà con i/le compagni/e catturati in Italia!

19 Aprile 2019 Commenti chiusi

Fonte

Contro ogni autorità e repressione!

A Torino e Trento: 14 persone sono accusate di associazione sovversiva, istigazione al crimine, possesso, produzione e trasporto di esplosivi in un luogo pubblico. Inoltre, è ancora in corso l’operazione “Scripta Manent”, dove la procura richiede un totale di 204 anni di carcere per gli attacchi della Federazione Anarchica Informale, e l’operazione “Panico”, dove 3 compagni sono accusati di aver attaccato una biblioteca fascista con un ordigno esplosivo.

Coloro che hanno deciso di opporsi a qualsiasi dominio nel conflitto sociale devono convivere con la costante incertezza di essere prima o poi ritenuti responsabili delle proprie azioni da parte dei nemici della libertà e dell’autodeterminazione. L’idea e il desiderio di una società liberata dallo sfruttamento e dall’oppressione andrebbero così stroncati sul nascere.

Questo è il caso in particolare del movimento anarchico in Italia. Lo Stato sta affrontando questo movimento. Lo scopo è di seppellire vivi i compagni/e nelle loro celle con sentenze draconiane. I loro complici e il movimento solidale esprimono inequivocabilmente il loro astio permanente contro il regime per quanto riguarda il loro rapimento. L‘idea di un anarchismo che si è posto l’obiettivo di criticare, smascherare e attaccare la società e la sua morale di alienazione e incapacità ha anche una componente internazionale. Pertanto, la responsabilità e la solidarietà per i compagni e le compagne che cadono in prigionia è di tutti coloro che si riconoscono nella volontà di sovvertire e nelle idee di libertà. Sì, la sovversione vissuta ci mette in pericolo, ma ci dà anche la possibilità liberatoria di vivere momenti di autodeterminazione e autonomia.

„Rivendico il mio essere antiautoritario, individualista, per l’insurrezione e per la distruzione di questo lurido e fetido esistente e dello Stato-Capitale! Per sempre nemico vostro! Per l’Anarchia!„ (Gioacchino Somma, imputato nell’operazione Scripta Manent)

Agitazione, solidarietà, per la rivolta!

Per un maggio ostile e una vita piena di sovversione!

Dichiarazione finale al tribunale di Torino del compagno anarchico Jack

16 Marzo 2019 Commenti chiusi
Oggi più che mai, dopo due anni dall’inizio di questo processo che mi vede imputato insieme agli altri miei compagni, fratelli e sorelle anarchici e dopo aver lasciato parlare e raccontare con una non sorprendente fantasia malata il qui presente pubblico  ministero, riaffermo con più forza di prima il mio essere anarchico, individualista e per l’insurrezione.
L’aver letto migliaia di pagine di atti giudiziari, scritte a più mani dai vari inquisitori napoletani e torinesi, ha fatto crescere in me, 
ancor più di prima, la convinzione che ogni tanto è meglio passare un guaio giudiziario che pensarla come voi. Mi tengo stretto le mie idee che a voi non piacciono perché mirano alla distruzione di tutto ciò che ha a che fare con il vostro miserabile mondo. Fosse stato per me non sarei mai nato, ma altri hanno deciso per me e allora a questo mondo non mi resta che starci a modo mio.
Non farò mai parte del gregge a cui voi assegnate il tragitto per il pascolo…Io sono diverso, preferisco eludere i sentieri e camminare con i lupi.
 
Colpevole o innocente?
No, grazie. Lascio a voi questo lurido giochetto.
Sono anarchico e quindi sarò sempre vostro nemico!
Io sto con i miei fratelli e le mie sorelle che tutt’ora tenete rinchiusi nei vostri lager di Stato.
Sono solidale e complice con Alfredo, Nicola, Alessandro, Danilo, Marco, Anna, Valentina e tutti i compagni anarchici detenuti anche per altre inchieste in tutto il mondo… dal Sud America alla Grecia!
Non sarà la minaccia della lama di una condanna che mi pende sulla testa a farmi allontanare da loro. Mi ha fatto male non potergli scrivere in questi due anni, ma avevo deciso di non regalare più perle ai porci…e sia chiaro che i porci non sono i miei fratelli e le mie sorelle prigioniere ma quelli che mi hanno pedinato per sei anni; quelli che hanno ordinato di posizionarmi una microspia in camera da letto e quelli che ascoltavano ogni cosa avvenisse nella mia camera da letto. Fortunatamente avevo tappato gli occhi al vostro caro e fottutissimo “Agente Elena” che tutt’oggi vegeta nel mio computer. Spero di avervi regalato solo materiale per farvi fare “seghe mentali” e non per altro…
 
Lo ritengo un complimento l’essere definito “terrorista” da parte di uno Stato che, attraverso il suo braccio armato, uccide nelle sue questure, nelle sue caserme e nelle sue carceri; che da sempre è la facciata istituzionale della Mafia, della Camorra, della  ‘Ndrangheta e della  Sacra Corona Unita, nonché autore di stragi di piazza, sui treni, sugli aerei ed ultimamente affonda barconi carichi di persone che scappano dai loro territori natii a causa delle guerre che l’occidente ha portato nei loro paesi.
Ebbene si, voglio sovvertire tutto questo!

Prosegui la lettura…

Elisa e Gabriel: Liberx e pericolosx

16 Marzo 2019 Commenti chiusi

Ardire, Scripta Manent, Operation Buyo… Vi suonano? Queste sono solo alcune delle “operazioni” giuridico poliziesche che il nostro “clan” ha vissuto sulla propria pelle per il fatto di essere e rimanere anarchici fino alle estreme conseguenze.

Siamo un clan nomade che va di paese in paese alla ricerca di complici che pratichino l’anarchismo senza chiedere approvazione e consenso, che agiscano senza preoccuparsi del discorso “politicamente corretto” (tanto in voga nei nostri tempi) che oggi infesta le nostre botteghe. Non ci interessa neanche l’“estetica”, bensì l’“etica”, il pratico, il reale…

Cerchiamo un anarchismo che ci sporchi le mani, che ci mantenga sveglx e sempre in guardia (al contrario di ogni autocompiacimento); questo anarchismo che non garba e che disturba i servitori dello Stato, che non rinunciano ai loro sforzi per imprigionarci.

Non è facile andare da un posto all’altro. È ancora più difficile assieme a nostra figlia, quella piccola bellezza che abbiamo chiamato Iraultza, e ad una compagna canina che non rinunceremo mai a portare con noi, perché è parte integrante del nostro clan.

Apparentemente, lo Stato spagnolo non ha ancora smesso di volermi imprigionare per un “residuo di pena” che esiste solo nella sua mente marcia e nelle sue carte di merda.

Stando così le cose, abbiamo deciso di vivere nell’ombra, portando il nostro contributo invisibile in tutti quei progetti che sono per noi di interesse e con cui ci sentiamo complici.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà sovversiva per i/le compagnx processatx in Italia e nel mondo. Non abbiamo dichiarazioni da offrire nelle aule dei “togati” perché ce ne infischiamo dei loro teatri e farse, delle loro accuse ed assoluzioni.

Il modo migliore per propagare l’Anarchia è vivendola intensamente, non rappresentandola. Non ci viene data la farsa o la commedia.

Non ci saranno più “comunicati” dal nostro clan: Siamo liberx e siamo pericolosx.

Per l’Anarchia!

Il clan nomade-anarchico.
Elisa-Gabriel-Iraultza e la quadrupede.

Torino – testo letto dai solidali al processo Scripta Manent

20 Febbraio 2019 Commenti chiusi

Ricevo e diffondo con piacere questo aggiornamento. Mi compare un ghigno maligno pensando che le compagnx presenti all’udienza abbiano fatto interrompere la pagliacciata dello Sparagna.

 “Perché daje e ridaje poi la gente s’incazza, sfotti e sfruculea dopo un pó unx si strazia, rinforza la corazza, accarezza la rivolta e non è mica pazza se torna indietro la giocata”

Lunedì 11 febbraio nell’aula bunker del carcere di Torino un nutrito gruppo di compagni e compagne ha espresso la sua solidarietà agli anarchici/e sotto processo in seguito all’Operazione “Scripta manent”. Il PM Roberto Sparagna, è stato impossibilitato a prendere parola per formulare la sua requisitoria. Dopo diversi slogan e la lettura del seguente testo, la Corte ha interrotto l’udienza. L’aula è stata sgomberata dall’intervento delle squadre antisommossa. Nel corso della protesta è stata espressa solidarietà a tutti gli anarchici arrestati sotto processo in questo periodo, in seguito all’operazione “Scripta Manent”, operazione “Panico” e “Scintilla”, e contro lo sgombero dell’Asilo Occupato a Torino. TUTTI LIBERI!! EVVIVA L’ANARCHIA !!

Testo:

Qui si stanno mettendo sotto accusa 20 anni di storia dell’Anarchismo.
Non siamo imputati, ma questa è la nostra Storia ed il nostro percorso rivoluzionario.
E proprio a questo percorso appartengono le pratiche oggi sotto processo.
Siamo tutti coinvolti e i boia dello stato non possono definire né comprendere le nostre idee e le nostre vite.
Solidarietà ai prigionieri anarchici e rivoluzionari!
Non un passo indietro, Sempre A Testa Alta.
“Fermamente e senza compromessi verso il nostro obiettivo”.
Per l’Anarchia”!

IL MITO DEL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA’

12 Febbraio 2019 Commenti chiusi

Ringrazio le compagnx toscanx del Collettivo AntiPsichiatrico Artoud di Pisa della segnalazione e ripubblico dal loro sito.

Se potesse servire qui l’ho impaginato velocemente in PDF.


IL MITO DEL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ’

Oggi a scuola sono sempre di più i bambini che hanno diagnosi psichiatriche, in particolare disturbo dell’adattamento, dell’attenzione, con iperattività, depressione, disturbo bipolare.

Sono sempre esistiti bambini timidi, burloni, pagliacci, bulli, aggressivi, timidi, e i cocchi della maestra; ed erano tutti considerati normali, senza che nessuno sapesse veramente cosa aspettarsi da loro.

L’attuale tendenza dell’insegnamento e della pedagogia è quella di farsi coadiuvare dalla neuropsichiatria ogni qualvolta un bambino disturba o contrasta con i programmi formativi. Il “disagio” comportamentale invece di essere valutato come un campanello d’allarme nella relazione adulto-bambino, viene incasellato come un problema mentale del bambino; dispensando così l’educatore o l’insegnante dal modificare l’approccio educativo, e delegando il problema ad un neuropsichiatra. Prosegui la lettura…

Sgomberato l’Asilo di Torino

10 Febbraio 2019 Commenti chiusi

Non sono riuscito a seguire gli aggiornamenti delle ultime ora ma pubblico questo comunicato arrivato dal Trentino, che sottoscrivo appieno, per accennare ai fatti di Torino della mattina del 7 febbraio.

Fonte

Compagni nostri

È Martedì 7 febbraio, sono le 4.40 e non si vedono ancora le prime luci dell’alba. In via Alessandria, a Torino, dove da 24 anni è occupato l’Asilo, irrompono decine di agenti in borghese. Pochi minuti e la strada si riempie di camionette, volanti, carabinieri in antisommossa, finanzieri. I mitra puntati fanno capire da subito le intenzioni: oltre lo sgombero dell’Asilo è in corso l’ennesima operazione repressiva. Sette ordinanze di custodia cautelare in carcere con l’accusa di Associazione sovversiva (Articolo 270 bis), mentre le indagini coinvolgono una trentina di compagni.

Non sorprende, con i tempi che corrono, che la manovra sia rivolta a chi da anni ha lottato contro le prigioni per i senza documenti (prima CIE, ora CPR) e i rimpatri dello Stato, denunciando le complicità di chi collabora con quell’inferno senza fine che viene definito “accoglienza”. Richiesti più volte dalla sindaca pentastellata Appendino, lo sgombero e l’inchiesta vengono seguiti con cura direttamente dal Ministro dell’Interno, che al commento “I teppisti arrestati a Torino: dalle parole ai fatti”, lascia intendere che questa non è un’operazione qualunque.

Per noi non può essere più chiaro. Mentre le guerre di governi ed imprese di bandiera per il saccheggio dell’Africa stanno continuando a devastare interi paesi, provocando la fuga di centinaia di migliaia di persone, i morti nel Mediterraneo ormai non si contano più, così come quelli sulle frontiere d’Europa. Chi arriva viene rinchiuso, espulso, ucciso. Intanto la propaganda e la pratica del razzismo si fanno sempre più esplicite: il Ministro dell’Interno applaude agli omicidi della polizia, e ad essere colpito è chi si è sempre battuto, chi non ha mai smesso di sognare la libertà, chi comprende che tra giusto e legale non vi è alcuna coincidenza. Prosegui la lettura…