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Archivio per la categoria ‘arresti’

Anarchici arrestati in provincia di Brescia il 22 maggio 2019

17 Giugno 2019 Commenti chiusi

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Il 22 maggio 2019 è stato arrestato il compagno anarchico Juan, latitante e ricercato da circa due anni per alcune condanne definitive. Sono state perquisite due abitazioni in provincia di Brescia e due abitazioni di genitori di un compagno e una compagna nell’hinterland bresciano. E’ stato arrestato anche un altro compagno (Manu), inizialmente fermato ed il cui arresto è stato poi convalidato (anch’esso è stato portato nel carcere di Brescia), accusato di “favoreggiamento personale” (art. 378 c. p.), con l’aggravante di “favoreggiamento alla sottrazione dell’esecuzione della pena” (in riferimento alla latitanza di Juan). Nei giorni seguenti sono avvenute altre perquisizioni presso le stesse abitazioni già perquisite. Inoltre Juan è accusato di un attacco esplosivo contro una sede della Lega Nord (agosto 2018, Treviso), con le accuse di “strage” e “attentato con finalità di terrorismo”. Per queste accuse avrebbe ricevuto una notifica di custodia cautelare in carcere. Ad inizio giugno sono stati trasferiti nelle carceri di Terni e Monza (Juan si trova in una sezione AS2).

INDIRIZZI PER SCRIVERE AI COMPAGNI

Juan Antonio Sorroche Fernandez
C. C. di Terni
strada delle Campore 32
05100 Terni

Manuel Oxoli
C. C. di Monza
via S. Quirico 6
20900 Monza (Mb)

Sulla sentenza Scripta Manent

19 Maggio 2019 Commenti chiusi

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Il 24 aprile la corte d’assise di Torino ha emesso la sentenza di primo grado per il processo Scripta Manent.
Alfredo è stato condannato a 20 anni, riconosciuto responsabile di possesso e trasporto di esplosivo in relazione all’ordigno al Parco Ducale ai RIS di Parma del 2005 (assolto dal reato di attentato perché “reato impossibile” in quanto l’interruttore dell’ordigno era spento), del plico esplosivo inviato all’allora sindaco di Bologna Cofferati nel 2005 (condannato per l’attentato più possesso e trasporto di esplosivo), degli attacchi con ordigni multipli alla scuola allievi carabinieri di Fossano nel 2006 e nel quartiere Crocetta a Torino nel 2007 (reato di strage aggravata dal fatto che l’obiettivo sarebbero state le forze dell’ordine; caduta l’aggravante della motivazione politica), dell’invio di plichi esplosivi all’allora sindaco di Torino, Chiamparino, al direttore del giornale Torino Cronaca, Giuseppe Fossati, e al COEMA edilità nel 2006. E’ inoltre indicato come promotore della FAI, riconosciuta come associazione sovversiva con finalità di terrorismo. E’ caduta l’aggravante della transnazionalità.

Anna è stata condannata a 17 anni per gli ordigni alla Crocetta e Fossano e per i plichi esplosivi del 2006, oltre che per associazione sovversiva con finalità di terrorismo come promotrice della FAI.

Nicola è stato condannato a 9 anni per associazione sovversiva con finalità di terrorismo.

Marco e Sandro sono stati condannati a 5 anni per partecipazione ad associazione sovversiva con finalità di terrorismo.

Assolti tutti gli altri imputati. Tutti i condannati rimangono in carcere, mentre viene scarcerato Danilo e Valentina esce dai domiciliari.

La corte ha 90 giorni di tempo dal 24 aprile per scrivere le motivazioni della sentenza.

Operazione antiterrorista a Madrid

19 Maggio 2019 Commenti chiusi

Tradotto da Contramadriz

Nelle prime ore del 13 maggio, irrompevano nelle nostre case e nello spazio anarchico La Emboscada, tre settimane dopo la sua inaugurazione, un’unità anti-sommossa insieme al gruppo 21 della Brigata Provinciale d’Informazione di Madrid, dedicata esclusivamente allo spionaggio e alla caccia contro gli/le anarchicx.

Ci hanno informato che venivano con un mandato di perquisizione e arresto per due di noi sotto l’accusa di terrorismo.
Durante la
perquisizione, durata circa 6 ore, compagnx di tutta Madrid sono venuti a mostrare il loro sostegno.

Nel frattempo, la polizia sembrava particolarmente interessata a prendere vestiti: cappotti colorati e neri, sciarpe di colori specifici, foulard, fazzoletti a fiori, calzature specifiche; erano anche interessati ad agende, calendari, alcuni taccuini e appunti, note tra le pagine dei libri, computer, hard disk, schede di memoria, usb, cellulari, macchine fotografiche e video, CD e DVD, strumenti di costruzione e, in particolare, martelli; così come adesivi, toppe e magliette del marchio M.A.L.P (Merda A La Polizia); manifesti e propaganda in relazione al controvertice del G20 2017. Prosegui la lettura…

Scritto di Stecco dal carcere di Tolmezzo

12 Maggio 2019 Commenti chiusi

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Cari compagni e compagne,
è giunta l’ora di dire qualcosa riguardo a quello che è successo in febbraio.
Sono passati poco più di due mesi dal nostro arresto con l’operazione “Renata”, e posso dire di essere sereno e forte, sicuro come non mai che la lotta prosegue nonostante i colpi inferti dallo Stato.

Il mio arresto a Torino, nelle vicinanze di corso Giulio, è avvenuto intorno alle 17,00 in modo tranquillo. Mentre stavo lasciando il compagno con cui mi trovavo, avevo notato il tipico poliziotto in borghese davanti a me alla fermata del tram, pochi secondi dopo mi sono trovato circondato. Posso dire che tutto si è svolto con molta tranquillità, e mi vien da dire con una fastidiosa “gentilezza”, al contrario di come sono stati trattati i miei compagni e compagne in Trentino. Prosegui la lettura…

Aggiornamenti Operazione Renata

10 Maggio 2019 Commenti chiusi

Testo dal Trentino

Il 7 maggio, a Trento, si è svolta l’udienza di “appello cautelare” (una specie di appello del Riesame) per i compagni e le compagne arrestati il 19 febbraio. I compagni in carcere – a parte Stecco, che rimane detenuto per un altro definitivo di pena – sono ora ai domiciliari (con tutte le restrizioni). Sasha, che era già ai domiciliari, ha l’obbligo di dimora a Rovereto e il rientro a casa fra le 21 e le 7. Continua la mobilitazione in vista del processo. E la solidarietà per i compagni ancora in carcere, soprattutto per le compagne a L’Aquila, a cui deve andare tutto il nostro sostegno. Un pensiero particolare anche ai compagni dell’operazione “Scripta manent” colpiti da pesanti condanne, solidarietà e forza!

compagne e compagni del Trentino

 

Russia: Aggiornamenti dal processo contro gli anarchici (19/04/2019)

6 Maggio 2019 Commenti chiusi

Da Anarhija.info

Il 19 aprile l’anarchico Evgenij Karakašev di Eupatoria [Crimea, ndt] è stato condannato dal tribunale distrettuale militare della Ciscaucasia, a Rostov sul Don, per istigazione al terrorismo attraverso il social network russo “Vkontakte”.

Il tribunale lo ha condannato a 6 anni di carcere. Gli è anche stato vietato di gestire siti internet per 2 anni. Evgenij Karakašev ha reagito tranquillamente al verdetto. La procura russa aveva chiesto 9 anni di carcere per Karakašev. Il suo avvocato presenterà ricorso contro la decisione del Tribunale militare.

Questa è sola l’ultimo di una serie di episodi nei quali FSB [Servizio Sicurezza Federale, ntd] ha fatto uso sistematico della tortura per costringere gli arrestati a firmare confessioni false in modo da fabbricare “cospirazioni terroriste” coinvolgendo gli attivisti.

Il 1° febbraio 2019 gli agenti del FSB, l’apparato russo per la sicurezza statale, discendente dal KGB, hanno arrestato una dozzina di persone in tutto il paese, nell’ultima ondata della loro campagna repressiva contro gli anarchici accusati. Dopo averli brutalmente torturati nel corso delle successive 24 ore, per costringerli ad accettare le dichiarazioni incriminanti, ne hanno rilasciati 11. Il dodicesimo arrestato, Azat Miftakhov, era temporaneamente scomparso all’interno del sistema legale, mentre il FSB aveva continuato a torturarlo e impedendo l’accesso del suo avvocato.

[NdT: per informazioni e/o sostegno scrivere a Croce Nera Anarchica Mosca abc-msk@riseup.net]

avtonom.org

GRECIA: usare le idee come prove – il laboratorio della repressione dello stato greco

31 Marzo 2019 Commenti chiusi

Liberamente tradotto da

Dopo diversi tentativi falliti in tutta Europa per incastrare gli anarchici e gli altri anti-autoritari con accuse di cospirazione e terrorismo, lo stato greco è in prima linea nello sviluppo di nuove strategie legali per attaccare i movimenti sociali. L’articolo 187A del codice penale greco esiste dal 2004, ma l’anno scorso i funzionari greci l’hanno usato in modo nuovo contro Nikos Romanos e altri prigionieri anarchici, condannandoli e sentenziandoli a molti anni di reclusione sulla base di una nuova interpretazione dell’articolo. Indipendentemente dal fatto che questi verdetti siano rovesciati nelle corti superiori, i processi indicano un importante spostamento strategico nel monitoraggio dei movimenti sociali in Grecia. Offrono un importante segnale di avvertimento sulle nuove forme che la repressione può assumere in tutto il mondo mentre il conflitto sociale si intensifica.

Le leggi greche antiterroriste derivano in gran parte dalle direttive delle Nazioni Unite e dall’Europa; in gran parte sono state fatte nel periodo posteriore all’11 Settembre. Il governo socialdemocratico del PASOK introdusse la maggior parte della legislazione Greca antiterrorista nel 2001 ; in quel momento era diretto principalmente ad organizzazioni criminali. Ma nel 2004, il governo di destra Nueva Democracia (Νέα Δημοκρατία ) introdusse un nuovo capo d’imputazione: “organizzazione terrorista”. L’infame articolo 187A apparve in questo pacchetto legislativo. Introducendo un nuovo capo d’imputazione: “organizzazione terrorista”.

L’articolo187A definisce la natura e la portata delle chiamate organizzazioni criminali e terroriste e descrive anche il ruolo del terrorista individuale all’interno di un’organizzazione. In entrambi i casi, non é necessario che si commetta un delitto reale per determinare che una persona ha partecipato in un atto coordinato contro lo stato, e quindi può essere incarcerato per molti anni. L’articolo da al giudice la facoltà di interpretare le prove, proporzionate dalla polizia, anche se lo stesso deve considerarle opportune. Questo é già successo in molti arresti e incarceramenti di lungo termine, principalmente contro anarchici e antiautoritari.

Quando Nikos Romanos e altri anarchici hanno affrontato il giudizio, lo scorso anno, il pm ha enfatizzato ripetutamente: “Sono anarchici, quindi le loro azioni sono terroriste.” Questa frase riassume il messaggio che lo stato greco, vuole inviare.

Il caso di Nikos Romanos ce lo mostra chiaramente.Éé stato sentenziato a 15 anni e 10 mesi di prigione nel 2014 , dopo che la polizia l’arrestó e torturó brutalmente per avere espropriato una banca a Venvento, Kozani. Inoltre accusano lui ed altri cinque di partecipare a una presunta organizzazione terrorista, la Cospirazione delle Cellule di Fuoco; tutti gli accusati lo negano. Lo stato non ha mai dimostrato che facevano parte di questa rete e di conseguenza, non li condannono per accuse di cospirazione o terrorismo.

Considerando che l’ accusa per le prove é troppo alta affinché lo stato incarceri questi anarchici per partecipare in una lotta collettiva, i funzionari si sono inventati una nuova strategia, per il processo. A questo proposito la presenza dell’articolo 187A processa una idea. Questa strategia colpisce il cuore del movimento anarchico ingovernabile greco che si basa soprattutto su di un etica condivisa. Quando Nikos Romanos ha affrontato le accuse addizionali insieme ai suoi compagni nel 2018 , già non veniva accusato di realizzare atti di terrorismo collettivo; ma veniva accusato di essere un terrorista individuale sulla base delle sue idee. La conseguenza é stata che ha ricevuto una pena più severa per essersi dichiarato anarchico piuttosto che per rubare una banca .

Non é un caso che l’articolo 187A sia stato usato per la prima volta in questa maniera contro un anarchico che era anche amico di Alexis Grigoropoulos, assassinato dalla polizia nelle strade di Exarchia e non é nemmeno una coincidenza che le autorità abbiano usato l’articolo 187A contro Romanos dopo lo sciopero della fame che portó avanti in carcere nel 2014, il che provoco scontri massivi in Grecia e proteste di solidarietà in tutto il mondo. Le autorità greche sperano di schiacciare la corrente più militante del movimento anarchico e dare agli altri una falsa sensazione di sicurezza, come se quello che successe a Nikos Romanos fosse un caso isolato di un estremista che riceve un castigo estremo e che potrebbe coinvolgere la repressione in tutti i movimenti sociali in Grecia. In linea di massima il giudizio per terrorismo individuale e destinato a rompere qualsiasi forma di solidarietà facendo in modo che le persone abbiano paura di difendere qualcuno nemico dello stato e allo stesso tempo essere considerate terroristi individuali.

L’unico modo di contrattaccare questa strategia e creare una solidarietà abbondante al posto di quella scarsa che pretendono produrre. Non si tratta solo di Nikos Romanos e altri anarchici specifici arrestati. Si tratta del futuro della resistenza in se e non solo in Grecia.

Dobbiamo analizzare l articolo 187A in un contesto più ampio. Durante più di un secolo i Balcani hanno funzionato come un laboratorio stradale per sperimentare odio nazionalista, fomentare guerre civili e schiacciare i movimenti sociali. Non c’é dubbio che la Grecia abbia uno dei movimenti anarchici più prosperi e attivi in Europa; ed e per questo che altri paesi la osservano con attenzione per questa ragione. Allo stesso modo per cui la Germania esporta tecniche di controllo di massa e gas lacrimogeni al sud , quello che succede in Grecia, potrebbe essere esportato come un modello per distruggere i movimenti in altri luoghi.

Dopo l’auge e l’inevitabile tracollo di partiti politici di sinistra come Podemos, Syriza y Die Linke in Europa, e l’auge e l’egualmente inevitabile salita dei partiti politici e governi di destra ed estrema destra e apertamente pro-fascisti in Ungheria. Austria e Polonia e Italia. I politici di centro stanno tentando disperatamente forme per mantenersi vivi dove il potere glielo permette.

I partititi di centro estremo devono dimostrare di essere alternativa razionale ai movimenti di destra e sinistra.

In una situazione assurda in cui la neoliberale guerrafondaia, Angela Merkel, si è apparentemente trasformata nell’unica che difende i diritti dei migranti, è chiaro che coloro che sono al centro intendono distinguersi falsamente dalla destra attraverso un discorso di liberalità riformista, quello dei “Diritti umani”, mentre allo stesso tempo deportano i migranti nelle zone di guerra e li privano della dignità umana nelle prigioni di massima sicurezza e nei campi profughi in tutta Europa.

Ma quelli che sono al centro devono fare qualcosa di più che mostrare semplicemente di essere più razionali e ragionevoli dell’estrema destra. Essi devono anche dimostrare che i valori della vera solidarietà, il sostegno reciproco, l’uguaglianza, l’orizzontalità, anticapitalismo, anti-sessismo e l’auto-organizzazione non sono la risposta alla crescente ondata di politiche fasciste e le crisi ambientali ed economici della nostra epoca . Devono scoprire come indirizzare i capri espiatori all’interno dei movimenti sociali. Ecco perché stanno mettendo alla prova l’anarchismo, ma non solo gli anarchici. Per conservare il potere, devono impedire alle persone di sviluppare la capacità di immaginare altre forme di organizzazione sociale al di là del capitalismo e dello Stato. Introducendo e ampliando i metodi più severi di repressione, quelli nel centro ci spingono sempre più velocemente verso uno stato di centro estremo in cui la destra non ha bisogno di prendere il potere per attuare la sua agenda, perché le politiche del centro stesso creano di fatto fascisti sul terreno.

Devono scoprire come riferirsi ai capri espiatori dentro i movimenti sociali. E per questo che stanno facendo le prove con l’anarchismo, e non solo con gli anarchici. Per conservare il potere, devono evitare che le persone sviluppino la capacita di immaginarsi altre forme di organizzazione sociale che vadano più in la del capitalismo e dello stato. Introducendo ed espandendo i metodi più duri di repressione, quelli del centro ci spingono sempre più rapidamente verso uno stato di centro estremo, in cui dalla destra non ha bisogno di prendere il potere per migliorare la sua agenda perché le politiche del centro sono in se stesse fasciste nella pratica.

I giudizi in virtù del articolo 187A, l’introduzione di leggi sempre più restrittive e la crescente impunitá della polizia e dei militari in tutto il mondo costituiscono un attacco alle nostre comunità e la possibilità di una possibile collettivizzazione. Si tratta di un tentativo per dividerci, isolarci e abbatterci, in maniera tale che dovremmo accettare qualsiasi ingiustizia che lo stato ci imponga. La costruzione del terrorista individuale come nuovo obbiettivo per l’applicazione della legge solo sulla base ideologica, sta minacciando tutti quelli che si permettono di mettere in dubbio l’ordine stabilito.

In queste circostanze, praticamente qualsiasi persona può essere perseguita. L’unico modo di lottare contro tutto questo e rimanere uniti.

La seguente intervista con Nikos Romanos e apparsa originalmente in greco in Apatris, un periodo anarchico di strada in Grecia .