Repubblica Ceca: Cos’è l’operazione Fenix II?

19 Aprile 2019 Nessun commento

FONTE

Le prime accuse sono arrivate nell’aprile 2015: cominciava così la prima parte dell’operazione Fenix. Nel marzo 2018, la Corte suprema di Praga ha lasciato cadere tutte la accuse contro tutte le persone coinvolte in questo caso. Nel frattempo, è cominciata la seconda parte di Fenix. Questo testo spiega di cosa si tratta.

Dalla prima alla seconda parte

Quando la polizia ha lanciato l’operazione Fenix, alcuni media hanno annunciato che la SRB (Rete di Cellule Rivoluzionarie) era stata dispersa. Ciononostante, i sabotaggi e gli attacchi incendiari sono continuati, il loro numero è aumentato. È presto diventato ovvio che sarebbe stato difficile associare gli accusati a queste azioni, così la polizia ha incominciato ad “investigare”.

Si sono concentrati sugli interrogatori, sulle analisi del materiale sequestrato durante le perquisizioni ed anche sulle filature dei compas. Fra questi vi era pure l’anarchico Lukáš Borl, che ha deciso di entrare in clandestinità alla fine dell’estate, a causa delle vessazioni da parte della polizia ai suoi danni ed ai danni dei suoi cari. Nell’inverno 2016, la polizia ha spiccato un mandato di cattura contro Lukáš, descritto come armato e pericoloso. A partire da quel momento, possiamo parlare dell’inizio dell’operazione Fenix II.

Il 4 ottobre, Lukáš è stato arrestato a Most dal poliziotto Zdeněk Prošek. Questi gli ha letto i capi d’imputazione, di cui Lukáš era stato accusato molti mesi prima, in sua assenza. Lukáš ha scoperto solo in quel momento di cosa si trattava.

Lukáš era stato accusato della “creazione, sostegno e propaganda di un movimento tendente alla soppressione dei diritti e delle libertà pubbliche”. Secondo la polizia, era all’origine della Rete di Cellule Rivoluzionarie (SRB), aveva partecipato ad alcune sue azioni, scritto alcuni dei comunicati della SRB e li aveva pubblicati tutti sul sito internet Asociaice Alerta. Gli inquirenti sostengono inoltre che sarebbe responsabile di quattro distruzioni di proprietà privata. In due casi si tratta di incendi di macchine della polizia. In un caso si tratta si un attacco incendiario contro l’entrata di un negozio. L’ultimo è una scritta su un muro della prigione Ruzyně, a Praga. Per finire, la polizia sostiene che ha ricattato il proprietario del ristorante Řízkárna, conosciuto per non pagare i suoi dipendenti. Più tardi, hanno a Asociaice Alerta aggiunto l’accusa di falsificazione di documenti. In particolare di una carta d’identità polacca, che Lukáš aveva con sé al momento dell’arresto.

Lukáš ha passato più di sei mesi in detenzione preventiva a Litoměřice. Diverse settimane dopo che era uscito di galera, il 9 giugno 2017, la polizia ha messo sotto accusa altre quattro persone: ecco il caso Fenix II.

Vi sono coinvolti anche Martin Ignačák e Petr Sova, accusati – poi assolti – nel caso Fenix I. Gli altri imputati sono l’anarchico Lukáš Novák e l’ecologista Tomáš Zelený. Sono tutti accusati di una serie di sedici capi d’imputazione.

Si tratta di nuovo dell’articolo a proposito della creazione, sostegno e propaganda di un movimento tendente alla soppressione dei diritti e delle libertà pubbliche. Questa volta la polizia non dice che i cinque fanno parte della SRB, ma tre di loro sono accusati di aver sostenuto e fatto della propaganda per la SRB online. Secondo la polizia, Petr Sova ne ha pubblicato dei comunicati su Facebook e sul sito di Voice of anarchopacifism. Tomáš Zelený li avrebbe pubblicati sul sito Green Action e Lukáš Novák sul sito di Anarchocommunist alternative. Martin Ignačák e Lukáš Novák avrebbero pure loro fatto della propaganda per un movimento tendente alla soppressione dei diritti e delle libertà pubbliche, diffondendo delle pubblicazioni con testi sull’anarchismo insurrezionale, sulla Federazione Anarchica Informale (FAI), sulla Cospirazione delle Cellule di Fuoco e delle traduzioni di testi di Alfredo Bonanno.

Cosa può succedere

Le cinque persone coinvolte nel caso Fenix II sono accusate di delitti le cui pene vanno dai 3 ai 10 anni di prigione. Lukáš Borl ha qualche accusa in più, per altri delitti. Non ci facciamo illusioni e sappiamo che il sistema giuridico può essere cieco, crudele ed iniquo. Ma anche se la polizia minaccia della gente di lunghe condanne, non hanno molto in mano per realizzare tali minacce. Sembra più probabile che Fenix II finisca in una pagliacciata, come la prima parte. Con un po’ di fortuna e di capacità da parte nostra, anche questa volta gli inquirenti si copriranno di ridicolo. Non serve a nulla scrivere a proposito delle loro speculazioni e del modo per smascherarle. Aspettiamo il processo, che sarà sicuramente un altro teatrino.

Guardando la mole degli atti e la lunghezza dell’inchiesta, sembrerebbe che si tratti di qualcosa di davvero grosso. Ma a volte le cose non sono come sembrano. Gli atti sono pieni di sciocchezze e gli inquirenti non hanno fatto nulla per mesi. Le procedure preparatorie erano già finite nell’estate 2018 e nel dicembre 2018 la Procura ha deposto le accuse al tribunale di Most. Il processo si terrà l’8, il 10 ed il 12 aprile 2019. Per quanto ne sappiamo, vi è un certo imbarazzo all’interno di polizia e Procura. Si tratta probabilmente della ragione per cui hanno scelto la tecnica dell’usura. Sanno che con quello che hanno in mano è difficile mandare qualcuno in galera. Ecco perché mantengono le persone sotto processo nel dubbio, sotto stress ed in tensione. La pressione non si fa sentire solo dagli accusati. Vi è un messaggio che vuole scoraggiare tutti quelli che resistono al sistema politico presente. Un avvertimento che dice: “Tieni la testa china, altrimenti ti troverai di fronte agli stessi inconvenienti”.

(tradotto da guerresociale)

Agorafobia – Me cago en el control. ft porkonero

19 Aprile 2019 Nessun commento

Collaborazione a Citta del Messico tra la rapper Agorafobia e Porkonero

 

Davide Delogu trasferito dal carcere di Augusta a quello di Rossano Calabro

19 Aprile 2019 Nessun commento

Il compagno anarchico sardo Davide Delogu è stato trasferito dal carcere di Augusta (provincia di Siracusa, in Sicilia) a quello di Rossano Calabro (provincia di Cosenza, in Calabria). L’indirizzo cui poter spedire lettere, telegrammi, libri, ecc., è il seguente:

Davide Delogu
c/o Casa di Reclusione di Rossano Calabro
Strada Statale 106 Jonica n. 32
87067 Corigliano-Rossano (Cosenza)

Dal giorno 11.03.2019 e nel corso del mese di marzo il compagno era in sciopero della fame perché la nuova direttrice del carcere di Augusta (Angela Lantieri) appena arrivata aveva da subito revocato il permesso di colloquio che Davide fa con una compagna sarda (unico colloquio che attualmente ha possibilità di fare). Inoltre aveva accompagnato lo sciopero con mancati rientri in cella varibili tra i 30 e i 60 minuti e battiture quotidiane in cella.

Solidarietà con l’anarchico Davide Delogu!

In solidarietà con i/le compagni/e catturati in Italia!

19 Aprile 2019 Nessun commento

Fonte

Contro ogni autorità e repressione!

A Torino e Trento: 14 persone sono accusate di associazione sovversiva, istigazione al crimine, possesso, produzione e trasporto di esplosivi in un luogo pubblico. Inoltre, è ancora in corso l’operazione “Scripta Manent”, dove la procura richiede un totale di 204 anni di carcere per gli attacchi della Federazione Anarchica Informale, e l’operazione “Panico”, dove 3 compagni sono accusati di aver attaccato una biblioteca fascista con un ordigno esplosivo.

Coloro che hanno deciso di opporsi a qualsiasi dominio nel conflitto sociale devono convivere con la costante incertezza di essere prima o poi ritenuti responsabili delle proprie azioni da parte dei nemici della libertà e dell’autodeterminazione. L’idea e il desiderio di una società liberata dallo sfruttamento e dall’oppressione andrebbero così stroncati sul nascere.

Questo è il caso in particolare del movimento anarchico in Italia. Lo Stato sta affrontando questo movimento. Lo scopo è di seppellire vivi i compagni/e nelle loro celle con sentenze draconiane. I loro complici e il movimento solidale esprimono inequivocabilmente il loro astio permanente contro il regime per quanto riguarda il loro rapimento. L‘idea di un anarchismo che si è posto l’obiettivo di criticare, smascherare e attaccare la società e la sua morale di alienazione e incapacità ha anche una componente internazionale. Pertanto, la responsabilità e la solidarietà per i compagni e le compagne che cadono in prigionia è di tutti coloro che si riconoscono nella volontà di sovvertire e nelle idee di libertà. Sì, la sovversione vissuta ci mette in pericolo, ma ci dà anche la possibilità liberatoria di vivere momenti di autodeterminazione e autonomia.

„Rivendico il mio essere antiautoritario, individualista, per l’insurrezione e per la distruzione di questo lurido e fetido esistente e dello Stato-Capitale! Per sempre nemico vostro! Per l’Anarchia!„ (Gioacchino Somma, imputato nell’operazione Scripta Manent)

Agitazione, solidarietà, per la rivolta!

Per un maggio ostile e una vita piena di sovversione!

Claver Gold – Il meglio di me feat. Rancore

19 Aprile 2019 Nessun commento

Il meglio di me è il secondo estratto dal nuovo album di Claver Gold – Requiem

C.U.B.A.CABBAL : MEGABLOCK (Prod.D-Back)

3 Aprile 2019 Commenti chiusi

Parla da solo questo genio del male

04.(RIV)olta una mia canzone d’amore

3 Aprile 2019 Commenti chiusi


La incontri per la strada, è bella da non credere
si porta dietro un fascino a cui non puoi resistere
Olta veste di nero, è bella e calda come il fuoco
ma va presa sul serio sennò diventi
loco

Non è di quelle che ti scalda una notte sola
lei a lungo ti accompagna e ti insegna un’altra scuola
di pensiero, di azione, d’amore
non si spegne come il fuoco fatuo di rivoluzione

Sempre viva, ognunx se la porta dentro
lei è lí che ti aspetta, questa volta hai fatto centro
non decide sul da farsi, non ti dice il dove e il quando
e se tu ti lasci andare e l’assecondi è un vero sballo

Non potrai più farne a meno e nemmeno
sostituirla o scordarla per un’altra
Olta è unica è t’accompagna tipo mantra
dalla parte buona della barricata

Con Olta è vita intensa come sempre l’hai sognata
con Olta è vita intensa come sempre l’hai sognata

OLTA, OLTA MI ISPIRA ANCHE STAVOLTA,
MI SPINGE ALL’OBBIETTIVO, VA DRITTA NON MI STOPPA
OLTA NON SI ACCONTENTA NON CI METTE UNA TOPPA
CON OLTA È TUTTO NUOVO, LEI È SELVAGGIA E SCONVOLTA

OLTA, OLTA LA MIA MUSA DISTORTA
MOLTI NON LA SOPPORTANO LA VORREBBERO MORTA
MA A ME PIACE COSI SPONTANEA, DISINVOLTA
FINCHE CI SARA’ VITA LEI NON SARA’ MAI SEPOLTA

Passa il tempo, prendete confidenza
girate sempre assieme non potete stare senza
Olta è la tua ombra o forse tu la sua
ma poco importa e cosi quest’avventura

Paritaria, orizzontale, vi potete interscambiare
ruoli, generi, opinioni, Olta agisce no pipponi
sempre nuova, inaspettata, e un’adunata un pó agitata
ma il sorriso v’accompagna é un amore che non stagna

Senti la brezza del vento sulla faccia
il fuoco ti accarezza, scorre nelle tue braccia
rinforzi la pellaccia, nessuna faticaccia
per alcuni é una donnaccia, va con tutti è una minaccia

Allo status quo, all’immobilitá in cui ci vorrebbero
come rami, senza radici e albero peró
qua faremo un gran faló,
rimarrá poco, solo il nocciolo

E nelle strade brucierá con intensitá e passione
coinvolgendo ogni cittá, ogni quartiere, ogni rione
e nelle strade brucierá con intensitá e passione
coinvolgendo ogni cittá, ogni quartiere, ogni rione

OLTA, OLTA MI ISPIRA ANCHE STAVOLTA,
MI SPINGE ALL’OBBIETTIVO, VA DRITTA NON MI STOPPA
OLTA NON SI ACCONTENTA NON CI METTE UNA TOPPA
CON OLTA È TUTTO NUOVO, LEI È SELVAGGIA E SCONVOLTA

OLTA, OLTA LA MIA MUSA DISTORTA
MOLTI NON LA SOPPORTANO LA VORREBBERO MORTA
MA A ME PIACE COSI SPONTANEA, DISINVOLTA
FINCHE CI SARA’ VITA LEI NON SARA’ MAI SEPOLTA

 

Batallones Femeninos en Cero Decibeles – Así era ella

3 Aprile 2019 Commenti chiusi

Apparse in un programma televisivo indipendente eccovi la Batallones Femininos

Intervista al prigioniero anarchico Nikos Romanos.

31 Marzo 2019 Commenti chiusi

COME TI STA CREANDO DANNI LA NUOVA INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE TERRORISTA?

Nikos Romanos: Questa condanna ha un effetto significativo fra di noi , il che significa che alcuni di noi , passeranno 2 o 3 anni in piu in prigione. Tenendo conto che gia ne abbiamo passati cinque, questa condanna deve connsiderarsi come un tentativo di creare uno stato permanente basato sulla legge “antiterrorista” (187A). Nell’applicazione questa legge ha il proposito di generare lo spettro di nemici interni.

Con sentenze disumanizzanti, le nuove interpretazioni repressive e le applicazione arbitrarie della legge 187A e la criminalizzazione dell identita politica anarchista, costituiscono una rete di repressione penale che avvolge metodicamente il movimento anarchista e i suoi militanti incarcerati.

Questa specifica convinzione non si deve intendere come un attacco contro gli individui. Ma dobbiamo riconoscerlo come la continuazione della politica nazionale antiterrorista greca, che ha come obbiettivo decapitare il movimento anarchico in tutto il suo insieme.

Lo stato sta approfittando della frammentazione e la mancanza di un’analisi radicale che caratterizzi tanto il movimento come la societá in generale per intensificare i suoi attacchi.

LA CONDANNA PER TERRORISMO INDIVIDUALE E LA PRIMA DI QUESTO TIPO IN GRECIA . LA LEGGE 187A DELIBERATAMENTE CONTRO IL TERRORISMO LASCIA MOLTO SPAZIO AFFINCHE OGNI GIUDICE FACCIA LA SUA PROPRIA INTERPRETAZIONE, IL CHE ESPANDE UN ARSENALE CHE LO STATO HA A SUA DISPOSIZIONE PER POTER REPRIMERE . COME DOVREMMO RISPONEDER A QUESTO TIPO DI LEGGI, E LE ALTRE SENTENZE COME LA TUA E COSA POSSIAMO ASPETTARCI DAL FUTURO ?

Nikos Romanos: Quello che più sostenta lo stato e la natura politica della legge 187A é che legalizza tutte le interpretazioni possibili dell’articolo. Essenzialmente, stiamo parlando di una legge che aumenta praticamente il dogma della guerra contro il terrorismo degli Stati Uniti. Questa legge riempie il cammino di una caccia alle streghe rivolta a tutti i nemici interni e a tutti quelli che sono visti come una minaccia per lo stato e tutti gli interessi capitalisti.

Riguardo la nostra risposta a questi processi, credo che per per prima cosa dobbiamo renderci conto che necessitiamo di un movimento sovversivo organizzato. Un movimento che sia capace di destabilizzare e abbattere lo stato e i piani dei padroni capitalisti e dei loro burattini politici nelle nostra regioni.

Per essere più precisi dobbiamo cominciare un processo di autocritica che analizzi i nostri errori, le nostre mancanze, e le nostre debolezze organizzative. Queste autocritica non deve allontanarci ne tanto meno dar spazio al pessimismo o la disperazione. Il nostro obbiettivo deve essere acutizzare la lotta sovversiva in tutte le forme che può prendere, per trasformarla in una pericolo costante per qualsiasi governante. Parte di questo processo è ricostruire la nostra memoria storica, che possa servire d’appoggio per le strategie di lotte che decidiamo usare. Dovremmo ricominciare a parlare sulle differenti forme di violenza rivoluzionaria. La pratiche dell’illegalismo rivoluzionario e la necessità di diffonderle nel movimento per superare la “politica” (nel senso rozzo e civile della parola, che hanno infettato i nostri circoli). Questa conversazione sarà vuota e senza effetto se non sarà connessa con le iniziative politiche dei compagnx, per riempire i vuoti politici nelle nostre pratiche e migliorare le nostre prospettive sulla base delle nostre conclusioni. La migliore risposta agli attacchi giudiziari contro il movimento é assicurarsi che coloro che le promuovono paghino un alto costo politici a riguardo. Questo dovrebbe portarsi avanti verso tutta la piramide delle autorità: tuttx dagli investigatori politici della repressione fino agli individui che le fomentano, dovrebbero pagare la responsabilità della repressione del movimento.

Questa risposta è parte del contesto storico più ampio del nostro tempo. La nostra è una proposta politica. In risposta alle guerre internazionali, proponiamo nulla di meno che una guerra di liberazione nelle metropoli capitaliste, una guerra di tuttx contro tutto ciò che promuove il capitalismo.

COME COLPISCE QUESTA NUOVA INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE AX COMPAGNX CHE STANNO NELLA LOTTA MA FUORI DAL CARCERE E CHE STANNO PENSANDO IN UN’AZIONE MILITANTE?

Nikos Romanos: Questa decisione crea un precedente negativo che aumenterà lo spettro della repressione criminale contro gli anarchicx che passano all’azione e provano la disgrazia di essere catturaratx e convertitx in prigionierx dello stato greco. Essenzialmente quello che d’accordo con questa interpretazione della legge é che si criminalizza l’identita politica anarchica. Nelle parole del nostro pm d’appello “che altro potrebbero essere questi atti, oltre che terroristi, giacché sono anarchici?”. Con la nuova interpretazione del terrorismo individuale non é più necessario che i meccanismi giudiziari intentino associare l’accusato con l’azione di un’organizzazione rivoluzionaria, come succedeva in passato. L’identitá politica di unx e prendere una posizione intransigente in tribunale saranno sufficienti perché una persona sia condannata come “terrorista individuale”. Chiunque decide combattere secondo i principi dell’anarchia potrà essere condannata come terrorista facilmente come come vorranno. Più in la delle stesse leggi stabilite dalla legittimatá civica.

Chiaramente questo non deve portare alla disperazione. Al contrario, é una ragione in più per intensificare le nostre lotte contro il dominio capitalista. Chiunque che armi la propria coscienza per buttar giù il brutale ciclo di oppressione e sfruttamento, diverrà l’obiettivo di un trattamento vendicativo e autoritario da parte del regime. Ció non significa che rinunceremo alle nostre lotte, nelle sale delle udienze e o in qualsiasi altro posto.

Il fatto che l’anarchia sia un obbiettivo della repressione statale, anche se in un momento di sua ritirata, dovrebbe essere una fonte di onore per il movimento anarchico, una prova che la lotta per l’anarchia e la libertà é l’unica maniera decente di opporsi al totalitarismo del nostro tempo.


“En parte debido a sus estudios, en parte debido a su trabajo, en parte porque se” europeizaron “, algunxs parecen olvidar con más facilidad lo furiosos que están por el estancamiento social y político de Grecia. Todavía otrxs sacudieron el polvo de sus pies por la decepción que siguió a la ira, prometiéndose a sí mismos que nunca volverían a mirar hacia atrás. Pero luego llegan esos momentos de “volver a despertar”, cuando la muerte de la libertad está cerca y la humanidad pierde su valor. En momentos como esos, se imaginan tomar el primer avión y regresar para bajar a las calles. ¡SOLIDARIDAD CON NIKOS ROMANOS!


DATE LE DIREZIONI DELL’UNIONE EUROPEA E LA CACCIA ALLE STREGHE GLOBALE CONTRO IL “TERRORISMO” DOPO L’11 SETTEMBRE, LE LEGGI ANTITERRORISTE SONO DIVENTATE UN GRANDE CAMPO DI BATTAGLIA CONTRO I NEMICI DELLO STATO GRECO TANTO INTERNO COME DI ALTRO TIPO. IN QUESTA SITUAZIONE QUANDO LO STATO TENTA AMPLIARE L’APPLICAZIONE DELLE LEGGI A NUOVI GIUDIZI CHE TIPO DI AZIONI DOVREBBE PRENDERE IL MOVIMENTO PER RISPONDERE A QUESTA INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE?

Nikos Romanos: Per me, c’è un bisogno imperativo di creare iniziative politiche di leggi anti-terrorismo, che costituiscono il campo di battaglia dell’applicazione di sanzioni penali contro di noi. Dobbiamo diffondere la notizia che questo può influenzare le altre persone coinvolte nella lotta se le loro azioni creano ostacoli agli interessi capitalistici. Saranno anche accusatori della legge antiterrorismo (187A).

Ad esempio, i residenti di Skouries (Chalkidiki) sono stati perseguitati per terrorismo perché hanno preso misure contro lo sviluppo capitalista e il saccheggio della natura. Ciò richiede un’attenta analisi politica. È pericoloso fare due categorie di persone accusate della legge “antiterrorismo”. Da un lato, le autorità lo stanno usando contro coloro le cui azioni potrebbero essere descritte come una strategia di guerriglia urbana e, d’altra parte, la stanno usando contro persone di parti completamente diverse della società.

Chiamare un fronte per combattere la legge “antiterrorismo” non significa mantenere le illusioni che sarà abolito. La Grecia è uno stato dell’Unione europea; Ha un ruolo specifico nel capitalismo della regione ed è disposto ad applicare incondizionatamente tutte le indicazioni dell’UE in materia di sicurezza e immigrazione. Indipendentemente dal partito al potere, la Grecia non abolirà la legge “antiterrorismo”. La legge contro il terrorismo è “inseparabile” dagli interessi dello Stato greco. Pertanto, la lotta contro il 187A deve rivelare proprio questa connessione. Dobbiamo attaccare sia la continuazione locale della retorica americana della “guerra al terrore” sia le mendaci narrazioni della sinistra socialdemocratica di SYRIZA. Di fatto, tutto ciò di cui parlano di diritti umani cessa magicamente quando sono in gioco gli interessi dello stato e dei capitalisti.

Una lotta comune contro il 187A deve sottolineare le contraddizioni interne del sistema, mostrare il ruolo delle leggi antiterrorismo nel funzionamento degli stati dell’UE e inviare un potente messaggio di solidarietà a tutte le persone nel mondo che sono imprigionate da questo tipo di leggi. Mi piace, creerebbe problemi politici attorno alle invasioni crociate contro il terrorismo della nostra era. Provocherebbe danni politici permanenti per l’esistenza criminale della legge 187A, dello Stato e del capitalismo, che avvelena tutti e intossicano e distruggono le nostre vite.

Stabilire questa offensiva può fornire una base ai compagni per comunicare, agire e intraprendere un contrattacco generale contro il complesso capitalista e contro tutti i suoi tentacoli mortali. Ecco perché credo che un’iniziativa come questa sia cruciale per l’evoluzione delle lotte sovversive nel nostro tempo.

GRECIA: usare le idee come prove – il laboratorio della repressione dello stato greco

31 Marzo 2019 Commenti chiusi

Liberamente tradotto da

Dopo diversi tentativi falliti in tutta Europa per incastrare gli anarchici e gli altri anti-autoritari con accuse di cospirazione e terrorismo, lo stato greco è in prima linea nello sviluppo di nuove strategie legali per attaccare i movimenti sociali. L’articolo 187A del codice penale greco esiste dal 2004, ma l’anno scorso i funzionari greci l’hanno usato in modo nuovo contro Nikos Romanos e altri prigionieri anarchici, condannandoli e sentenziandoli a molti anni di reclusione sulla base di una nuova interpretazione dell’articolo. Indipendentemente dal fatto che questi verdetti siano rovesciati nelle corti superiori, i processi indicano un importante spostamento strategico nel monitoraggio dei movimenti sociali in Grecia. Offrono un importante segnale di avvertimento sulle nuove forme che la repressione può assumere in tutto il mondo mentre il conflitto sociale si intensifica.

Le leggi greche antiterroriste derivano in gran parte dalle direttive delle Nazioni Unite e dall’Europa; in gran parte sono state fatte nel periodo posteriore all’11 Settembre. Il governo socialdemocratico del PASOK introdusse la maggior parte della legislazione Greca antiterrorista nel 2001 ; in quel momento era diretto principalmente ad organizzazioni criminali. Ma nel 2004, il governo di destra Nueva Democracia (Νέα Δημοκρατία ) introdusse un nuovo capo d’imputazione: “organizzazione terrorista”. L’infame articolo 187A apparve in questo pacchetto legislativo. Introducendo un nuovo capo d’imputazione: “organizzazione terrorista”.

L’articolo187A definisce la natura e la portata delle chiamate organizzazioni criminali e terroriste e descrive anche il ruolo del terrorista individuale all’interno di un’organizzazione. In entrambi i casi, non é necessario che si commetta un delitto reale per determinare che una persona ha partecipato in un atto coordinato contro lo stato, e quindi può essere incarcerato per molti anni. L’articolo da al giudice la facoltà di interpretare le prove, proporzionate dalla polizia, anche se lo stesso deve considerarle opportune. Questo é già successo in molti arresti e incarceramenti di lungo termine, principalmente contro anarchici e antiautoritari.

Quando Nikos Romanos e altri anarchici hanno affrontato il giudizio, lo scorso anno, il pm ha enfatizzato ripetutamente: “Sono anarchici, quindi le loro azioni sono terroriste.” Questa frase riassume il messaggio che lo stato greco, vuole inviare.

Il caso di Nikos Romanos ce lo mostra chiaramente.Éé stato sentenziato a 15 anni e 10 mesi di prigione nel 2014 , dopo che la polizia l’arrestó e torturó brutalmente per avere espropriato una banca a Venvento, Kozani. Inoltre accusano lui ed altri cinque di partecipare a una presunta organizzazione terrorista, la Cospirazione delle Cellule di Fuoco; tutti gli accusati lo negano. Lo stato non ha mai dimostrato che facevano parte di questa rete e di conseguenza, non li condannono per accuse di cospirazione o terrorismo.

Considerando che l’ accusa per le prove é troppo alta affinché lo stato incarceri questi anarchici per partecipare in una lotta collettiva, i funzionari si sono inventati una nuova strategia, per il processo. A questo proposito la presenza dell’articolo 187A processa una idea. Questa strategia colpisce il cuore del movimento anarchico ingovernabile greco che si basa soprattutto su di un etica condivisa. Quando Nikos Romanos ha affrontato le accuse addizionali insieme ai suoi compagni nel 2018 , già non veniva accusato di realizzare atti di terrorismo collettivo; ma veniva accusato di essere un terrorista individuale sulla base delle sue idee. La conseguenza é stata che ha ricevuto una pena più severa per essersi dichiarato anarchico piuttosto che per rubare una banca .

Non é un caso che l’articolo 187A sia stato usato per la prima volta in questa maniera contro un anarchico che era anche amico di Alexis Grigoropoulos, assassinato dalla polizia nelle strade di Exarchia e non é nemmeno una coincidenza che le autorità abbiano usato l’articolo 187A contro Romanos dopo lo sciopero della fame che portó avanti in carcere nel 2014, il che provoco scontri massivi in Grecia e proteste di solidarietà in tutto il mondo. Le autorità greche sperano di schiacciare la corrente più militante del movimento anarchico e dare agli altri una falsa sensazione di sicurezza, come se quello che successe a Nikos Romanos fosse un caso isolato di un estremista che riceve un castigo estremo e che potrebbe coinvolgere la repressione in tutti i movimenti sociali in Grecia. In linea di massima il giudizio per terrorismo individuale e destinato a rompere qualsiasi forma di solidarietà facendo in modo che le persone abbiano paura di difendere qualcuno nemico dello stato e allo stesso tempo essere considerate terroristi individuali.

L’unico modo di contrattaccare questa strategia e creare una solidarietà abbondante al posto di quella scarsa che pretendono produrre. Non si tratta solo di Nikos Romanos e altri anarchici specifici arrestati. Si tratta del futuro della resistenza in se e non solo in Grecia.

Dobbiamo analizzare l articolo 187A in un contesto più ampio. Durante più di un secolo i Balcani hanno funzionato come un laboratorio stradale per sperimentare odio nazionalista, fomentare guerre civili e schiacciare i movimenti sociali. Non c’é dubbio che la Grecia abbia uno dei movimenti anarchici più prosperi e attivi in Europa; ed e per questo che altri paesi la osservano con attenzione per questa ragione. Allo stesso modo per cui la Germania esporta tecniche di controllo di massa e gas lacrimogeni al sud , quello che succede in Grecia, potrebbe essere esportato come un modello per distruggere i movimenti in altri luoghi.

Dopo l’auge e l’inevitabile tracollo di partiti politici di sinistra come Podemos, Syriza y Die Linke in Europa, e l’auge e l’egualmente inevitabile salita dei partiti politici e governi di destra ed estrema destra e apertamente pro-fascisti in Ungheria. Austria e Polonia e Italia. I politici di centro stanno tentando disperatamente forme per mantenersi vivi dove il potere glielo permette.

I partititi di centro estremo devono dimostrare di essere alternativa razionale ai movimenti di destra e sinistra.

In una situazione assurda in cui la neoliberale guerrafondaia, Angela Merkel, si è apparentemente trasformata nell’unica che difende i diritti dei migranti, è chiaro che coloro che sono al centro intendono distinguersi falsamente dalla destra attraverso un discorso di liberalità riformista, quello dei “Diritti umani”, mentre allo stesso tempo deportano i migranti nelle zone di guerra e li privano della dignità umana nelle prigioni di massima sicurezza e nei campi profughi in tutta Europa.

Ma quelli che sono al centro devono fare qualcosa di più che mostrare semplicemente di essere più razionali e ragionevoli dell’estrema destra. Essi devono anche dimostrare che i valori della vera solidarietà, il sostegno reciproco, l’uguaglianza, l’orizzontalità, anticapitalismo, anti-sessismo e l’auto-organizzazione non sono la risposta alla crescente ondata di politiche fasciste e le crisi ambientali ed economici della nostra epoca . Devono scoprire come indirizzare i capri espiatori all’interno dei movimenti sociali. Ecco perché stanno mettendo alla prova l’anarchismo, ma non solo gli anarchici. Per conservare il potere, devono impedire alle persone di sviluppare la capacità di immaginare altre forme di organizzazione sociale al di là del capitalismo e dello Stato. Introducendo e ampliando i metodi più severi di repressione, quelli nel centro ci spingono sempre più velocemente verso uno stato di centro estremo in cui la destra non ha bisogno di prendere il potere per attuare la sua agenda, perché le politiche del centro stesso creano di fatto fascisti sul terreno.

Devono scoprire come riferirsi ai capri espiatori dentro i movimenti sociali. E per questo che stanno facendo le prove con l’anarchismo, e non solo con gli anarchici. Per conservare il potere, devono evitare che le persone sviluppino la capacita di immaginarsi altre forme di organizzazione sociale che vadano più in la del capitalismo e dello stato. Introducendo ed espandendo i metodi più duri di repressione, quelli del centro ci spingono sempre più rapidamente verso uno stato di centro estremo, in cui dalla destra non ha bisogno di prendere il potere per migliorare la sua agenda perché le politiche del centro sono in se stesse fasciste nella pratica.

I giudizi in virtù del articolo 187A, l’introduzione di leggi sempre più restrittive e la crescente impunitá della polizia e dei militari in tutto il mondo costituiscono un attacco alle nostre comunità e la possibilità di una possibile collettivizzazione. Si tratta di un tentativo per dividerci, isolarci e abbatterci, in maniera tale che dovremmo accettare qualsiasi ingiustizia che lo stato ci imponga. La costruzione del terrorista individuale come nuovo obbiettivo per l’applicazione della legge solo sulla base ideologica, sta minacciando tutti quelli che si permettono di mettere in dubbio l’ordine stabilito.

In queste circostanze, praticamente qualsiasi persona può essere perseguita. L’unico modo di lottare contro tutto questo e rimanere uniti.

La seguente intervista con Nikos Romanos e apparsa originalmente in greco in Apatris, un periodo anarchico di strada in Grecia .

 

Trasferimenti dai carceri

28 Marzo 2019 Commenti chiusi

Fonte

Stamattina [22.03.2019] si è saputo che Paska, compagno anarchico attualmente imputato nel processo per la cosiddetta Operazione “Panico” a Firenze, è stato trasferito dal carcere di La Spezia a quello di Viterbo. Non si sa se si tratta di un trasferimento in previsione di un medio-lungo periodo, non si conosce esattamente il motivo del trasferimento e non si sa se è ancora sotto regime di 14-bis. Seguiranno aggiornamenti.

Per scrivere a Paska:

Pierloreto Fallanca
Casa Circondariale di Viterbo
Strada SS. Salvatore 14/B
01100 Viterbo

Mentre Giovanni e Ghespe, anch’essi imputati nel processo per l’operazione “Panico” attualmente in corso a Firenze, restano imprigionati nel carcere di Sollicciano a Firenze.

Ecco l’indirizzo:

Giovanni Ghezzi e Salvatore Vespertino
N.C.P. Sollicciano
via G. Minervini 2/R
50142 Firenze

Operazione “Scintilla” – Niccolò trasferito nel carcere di Cuneo
Niccolò Blasi, anarchico arrestato il 7.02.2019 nell’ambito dell’operazione repressiva “Scintilla” – che comportò lo sgombero dell’Asilo Occupato a Torino e l’arresto di sei persone (di cui due successivamente scarcerate a seguito del venire meno dell’accusa di “associazione sovversiva”) –, è stato nuovamente trasferito, questa volta dal carcere di Ivrea a quello di Cuneo.

Di seguito l’indirizzo:

Niccolò Blasi
Casa Circondariale di Cuneo
via Roncata 75
12100 Cuneo

Mentre gli altri arrestati il 7.02.2019 ancora detenuti si trovano sempre nelle carceri di Ferrara e Roma Rebibbia femminile.

Di seguito gli indirizzi:

Silvia Ruggeri
C. C. di Rebibbia femminile
via Bartolo Longo 92
00156 Roma

Antonio Rizzo e Giuseppe de Salvatore
C. C. di Ferrara
via Arginone 327
44122 Ferrara

Operazione “Renata” – Aggiornamento

I giudici del riesame hanno considerato insussistenti le accuse di terrorismo, quindi il 270bis e le aggravanti. Il reato ipotizzato ora è quello di 270 ossia associazione sovversiva. Ad ogni modo le compagne e i compagni rimangono per ora in carcere.
Tutti liberi, tutte libere!

Argentina: Aggiornamento sulla situazione della prigioniera anarchica Anahi Salcedo

28 Marzo 2019 Commenti chiusi

Anahi Salcedo si trova rinchiusa nel carcere di Ezeiza dal 10 gennaio, in custodia cautelare, accusata di attacco esplosivo contro la tomba del famigerato torturatore genocia, il commissario Ramón Falcón, capo della polizia federale argentina, avvenuto il 14 novembre 2018 – 109 anni dal omicidio di Falcon, eseguito dal compagno anarchico Simón Radowitzky.

Anahi ha riportato gravi lesioni alla mano e al viso, presumibilmente a seguito della detonazione anticipata di un ordigno artigianle sulla tomba. Nel momento del suo arresto Anahi aveva perso tre dita della mano e subìto gravi lesioni al resto del corpo, inclusa la frattura della clavicola sull’altro braccio.

È stata trasferita al reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Fernández, dove è stata sottoposta a vari interventi chirurgici. In gennaio è stata trasferita nel carcere di Ezeiza, nonostante l’assenza perfino delle più basilari condizioni per continuare le terapie mediche e la riabilitazione.

Accusata di essere “terrorista”, Anahi è soggetta a dure condizioni carcerarie. Le è stato negato il trasferimento per motivi di salute, malgrado la richiesta medica, sta ricevendo un’alimentazione inadeguata e a scarsissime cure mediche. A causa delle sue lesioni Anahi non riesce neanche a lavarsi da sola. Soffre anche dolori lancinanti, ma le sono negati gli antidolorifici.

Gli avvocati di Anahi hanno presentato ricorso contro il suo trasferimento dall’ospedale al carcere, il quale è stato respinto dal tribunale del primo grado, ma un altro ricorso è in corso.

Vari gruppi in Argentina, inclusa l’Associazione degli avvocati, invitano i compagni ad intraprendere azioni di solidarietà con Anahi, e di fare pressione sulle autorità penitenziarie per trasferirla in adeguate strutture mediche. L’Associazione degli avvocati ha dichiarato sulla propria pagina Facebook che non ci dovrebbero essere limiti alla solidarietà con Anahi.

Solidarietà Anarchica Internazionale con Anahi Salcedo!
Innocente o Colpevole – Che nessun compagno rimanga solo nelle galere dello Stato!

 
 

Prima puntata di Radio Calle.00

28 Marzo 2019 Commenti chiusi

Ecco la prima puntata di RadioCalle. Scusatemi per la voce cavernosa ma sono a pezzi. Piuttosto godetevi il sound!!!

qui il link se non si sente: https://archive.org/details/RadioCalle.00_201903

Rojava: muore l’anarchico Lorenzo Orsetti

26 Marzo 2019 Commenti chiusi

Una nota che mi ero perso per cause di forze maggiore ma non trovo granché tant’è che traduco dallo spagnolo.

Ora aldilà delle discussioni sulle partecipazioni a lotte lontane dalle nostre terre nostrane, rispetto ampiamente il coraggio e il sacrificio di chi mette in gioco la propria vita per combattere in nome di un’ideale superiore, senza radici né frontiere, come dovrebbe essere la nostra lotta, intensa e incisiva dovunque ci si trovi. Un saluto intergalattico Lorenzo anche se non credo di averti mai conosciuto.

Lunedì 18 marzo, l’anarchico Lorenzo Orsetti è morto a Baghouz, l’ultima roccaforte territoriale di Deir Ezzor. Ha combattuto come membro di Tekoşîna Anarşîst (lotta anarchica) ed era un compagno di squadra di Tikko. Originario di Firenze, ha combattuto in Rojava per un anno e mezzo, anche in difesa dell’invasione turca di Afrin.

Il suo messaggio a chi continua a combattere è questo: “Ciao,
Se leggi questo messaggio, è un segno che non sono più in questo mondo. Bah, non essere così triste, sto bene; Non mi pento, sono morto facendo quello che pensavo fosse giusto, difendendo i deboli e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, uguaglianza e libertà. Poi, nonostante la mia partenza prematura, la mia vita è stata un successo, e sono quasi sicuro che me ne sono andato con un sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere qualcosa di meglio. Ti auguro il meglio, e spero che un giorno (se non l’hai già fatto) decidi di dare la tua vita per il resto. Perché è l’unico modo per cambiare il mondo. Solo superando l’individualismo e l’egoismo in ognuno di noi, si può fare la differenza.

Questi sono tempi difficili, lo so, ma non cadete in rassegnazione, non rinunciare alla speranza; Mai! Non per un momento.

Anche se tutto sembra perduto, e le cose brutte che affliggono l’umanità e la terra sembrano insopportabili, continua a trovare forza e ad ispirarle tra i tuoi compagni. È esattamente in quei momenti più bui che la tua luce aiuta.

E ricorda sempre: “Ogni tempesta inizia con una sola goccia”. Cerca di essere quella goccia.

Vi amo tutti, e spero che facciate tesoro di queste parole. Serkeftin!

Orso, Tekoşer, Lorenzo. ”

Da Tekoşîna Anarşîst: “Oggi il nostro compagno Heval Tekoşer Piling è caduto in combattimento a Baghouz. Era un grande amico per tutti noi e un soldato incredibilmente coraggioso. Molti di noi hanno avuto il piacere di combattere al suo fianco. Da Afrin a Deir Ezzor, è sempre stato l’ultimo ad andarsene. Ş hehid namirin! “

EP Unabomber

26 Marzo 2019 Commenti chiusi

Dal Cile l’EP di Unabomber. Ringrazio per queste segnalazioni

da Bergamo

26 Marzo 2019 Commenti chiusi

Mi segnalano da Bergamo e diffondo.

More Info: https://lapiralide.noblogs.org/

Repubblica Ceca: Processo contro gli accusati nell’Operazione Fenix 2

26 Marzo 2019 Commenti chiusi

da https://anarhija.info/

Con l’inizio alle ore 8:30, al tribunale distrettuale di Most, si svolgerà il processo contro 4 anarchici e un ambientalista, accusati nell’operazione Fenix 2.

Siate presenti per sostenerli al processo o con qualunque azione di solidarietà. Fate sapere loro che non siete indifferenti verso il loro futuro, come non lo siete verso la libertà di tutti noi.

Ogni forma di espressione di supporto è benvenuta!

 

No Chappi?Bourgeois! – Enjoy Rancore

26 Marzo 2019 Commenti chiusi

Dal 2011 a Genova Rap-Pop-Electro-Amatoriale

 

Ruda 1312 – Ataca

25 Marzo 2019 Commenti chiusi

Dall’Árgentina la rappera Ruda 1312

Audio: Cosi…parliam di Zarathustra

24 Marzo 2019 Commenti chiusi

C’era in me l’intenzione di cominciare una radio associata a questo blog ma mai avrei pensato che il primo podcast parlasse di Federico uno degli autori cardini di fine ‘800. Senza troppe pretese né professionismi che non mi appartengono, come sempre vi racconto la mia, piaccia o meno, con l’intento di far generare una discussione e a qualcunx e perché no qualche spunto creativo e conoscitivo vero e proprio. Spero piaccia oppure come diceva qlcunx ste cazze di ovaie! Sopravviverò ugualmente!

Questo il link per ascoltare e scaricare se dovesse dare problemi il player