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Intervista ai NoFang

15 Marzo 2021

Come, quando e perché è nato il progetto No Fang?

No Fang nasce nel 2012 con l’intento di costruire un progetto musicale radicato nei

valori fondanti della cultura Hip-Hop ma con pronta evoluzione nelle varie sonorità

della black music e non solo: dal sound in levare della reggae music al funky, dai

bassi massicci della dubstep o della glitch-hop alle chitarre battenti della tarantella.

No Fang (no fango) è un concetto dialettale inteso in senso metaforico per esprimere

dissenso verso ogni mistificazione della realtà. Il fango ad esempio è l’informazione distorta

ed usata strumentalmente per intorpidire le menti deboli! E’ fango ciò che sporca e inonda il

panorama musicale dando priorità ai guadagni invece che alle emozioni che la musica

dovrebbe trasmettere. Il fango genera crisi, disuguaglianze, razzismo e mafie. No Fang è un

grido di rivolta, una negazione, un rifiuto di una visione omologata e superficiale delle cose.

Raccontateci dei dischi, le tematiche che affrontate e se esistono modi di scaricarli?

Riguardo le tematiche cerchiamo di spaziare il più possibile cercando ispirazione in ogni

direzione che possa stimolarci.

Il nostro album d’esordio è “NO FANG Hip Hop Culture”, pubblicato nel 2013. Ci è

sembrato naturale aggiungere Hip Hop Culture accanto al nostro nome per ribadire la

nostra vicinanza al culto. Potremmo definirlo un album manifesto in cui dichiariamo i

nostri intendi richiamandoci ai valori della doppia H.

Nel 2016 esce il secondo album dal titolo “ON”. E’costellato da collaborazioni con artisti

che hanno segnato il nostro percorso. Le grafiche di entrambi questi dischi sono state

realizzate da Torbi e Skard che hanno contribuito notevolmente ad arricchire l’immaginario

degli album.

Attualmente, dopo l’uscita di Zazza dal gruppo, abbiamo pubblicato il terzo lavoro

discografico, “I Atto: LO SCONTRO”, un EP parte di una trilogia composta di tre atti. In

questo disco raccontiamo una guerra combattuta con le armi dell’arte e della creatività.

Abbiamo deciso di usare metaforicamente la guerra perché ci sembrava adatta a

rappresentare i numerosi conflitti che attraversano la nostra epoca!

Il primo estratto de LO SCONTRO è il brano “MÉRe FUNNe” che affronta il tema

attualmente molto divisivo dell’immigrazione. Il pezzo è stato presentato con un video

realizzato da Daniele Bisceglia e Fabio Abatantuono. (Link video: https://

www.youtube.com/watch?v=3VC8ZVFGK-s)

Le copertine della trilogia sono realizzate da Korvo a.k.a. Korvuz Koraz. Nella tavola del “I

Atto” mette in scena uno scontro campale tra due schieramenti, tra due visioni del mondo

diametralmente opposte.Il “I Atto: LO SCONTRO” dal 22 Gennaio è disponibile su tutte le piattaforme digitali, tra

cui Bandcamp (https://nofang.bandcamp.com). E’ possibile ordinare il vinile inviando una

mail a: nofangtrilogia@gmail.com

Che pensate del rap libertario e com’è la scena italiana rispetto all’hip hop in generale?

Siamo ben consci che il rap libertario e le Posse abbiano avuto un ruolo cruciale

nella nascita della cultura Hip-Hop in Italia. Secondo noi è un genere molto vitale

che fornisce spesso punti di vista originali. Purtroppo, rispetto agli anni ‘90, oggi il

rap militante influenza molto meno le dinamiche della scena nazionale perché, a

nostro avviso, subisce un po’ l’eccessivo settarismo che ha caratterizzato negli anni

l’evoluzione dell’Hip-Hop nostrano. Ciò ha creato delle divisioni faziose tra i vari

generi che limitano l’interazione tra essi e creano infiniti sotto generi spesso di

nicchia. Questa è una peculiarità italiana che non si riscontra in altri paesi europei

dove il rap militante non è un genere a se stante ma è parte integrante della cultura

Hip-Hop locale. Speriamo che anche qui sia dato il giusto valore alla scena

“resistente”!

Indica altri rapper anarchici e / o antiautoritari che conosci e che vale la pena conoscere in altre parti del mondo.

La cultura Hip-Hop, nata nelle periferie statunitensi, è ormai diffusa capillarmente

nel globo fino a raggiungere gli angoli più sperduti e dimenticati, dove vivono gli

ultimi tra gli ultimi, coloro che subiscono maggiormente i danni collaterali della

globalizzazione. Qui la doppia H, adattandosi ed evolvendosi in base alle

peculiarità del luogo, si è rivelata un mezzo potente di denuncia ed autentica

emancipazione sociale. A nostro avviso sono proprio queste scene locali che hanno

dato nuovo slancio a questa cultura e ne hanno mostrato la modernità. In varie parti

del mondo ci sono artisti rap perseguitati a causa dei loro testi e delle posizioni

politiche radicali assunte in determinati frangenti. Citerei qui il ruolo che hanno

svolto il rap e le arti di strada in generale nelle Primavere Arabe. Ad es. è stato

riscontrato che in Tunisia, contrariamente a ciò che hanno raccontato i media

occidentali mainstream, la rivolta non si è diffusa solo grazie ai social media e

internet ma anche e soprattutto ha “viaggiato sui muri” (cit.). ll rap è stato tra le voci

più dissonanti e disturbanti di queste sommosse al punto che alcuni maestri di

cerimonia e writers sono stati persino arrestati per il loro appoggio a queste istanze

di cambiamento. Inoltre è una notizia di pochi giorni fa l’arresto dell’M.C. catalano

Pablo Hasel per aver insultato la monarchia e le forze di polizia! Anni fa non

avremmo mai potuto immaginare che di lì a poco anche in Europa la censura si

sarebbe scagliata ferocemente contro le arti di strada!

Ci sono progetti simili a No Fang e come pensi che progetti simili possano essere promossi e trasmessi?

Ci sono numerose realtà Hip-Hop che consideriamo affini al nostro sound e in cui

riconosciamo la giusta attitudine. In generale, tranne alcuni significativi esempi, noi

siamo attratti magneticamente dal rap del sud Italia e soprattutto da quello in

dialetto che a nostro avviso si presta spontaneamente alla musicalità e alle

evoluzioni metriche del rap. L’area geografica che seguiamo con più attenzione è

sicuramente la Campania dove negli ultimi anni abbiamo notato un fermento

creativo davvero originale e interessante!

Riteniamo che la promozione della propria arte sia di fondamentale importanza per

far sì che i dischi vengano contestualizzati e fruiti nella giusta maniera. Con queste

scelte e problematiche ci confrontiamo ogni giorno e, consci che ci sia ancora molto

da imparare, vediamo nell’autoproduzione sicuramente un valore aggiunto ma allo

stesso tempo pensiamo che siano percorribili anche altre strade se si riescono a

preservare spontaneità e contenuti. Alcuni canali e strumenti se usati nel modo

appropriato possono agevolare la diffusione della propria musica.

Aggiungi cosa vuoi.

Ci teniamo a ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione

dell’ultimo disco. Come sempre è necessario un lavoro corale per far sì che

vengano curati tutti gli aspetti. A tal proposito ringraziamo Detox e Q3000 che si

sono occupati di due tasselli fondamentali per la riuscita dei nostri lavori, cioè il

mixaggio e il mastering!

Infine il ringraziamento più grande va a chi ci supporta! Il vostro affetto ci alimenta

da sempre e ci sta sostenendo concretamente in questo periodo buio in cui la

cultura è relegata ai margini dall’agenda politica e di conseguenza siamo costretti a

subire una totale assenza di concerti. Speriamo che la situazione migliori così da

poter tornare al più presto su un palco…